Acqua Distillata canta Ribaltavapori è un progetto musicale che nasce dall’incontro tra due sensibilità artistiche: quella di Antonio, autore delle musiche e dei testi, e quella di Lucia, che dà voce alle sue composizioni.

Con Volume Uno + Due, la canzone d’autore incontra sonorità sinfoniche, arrangiamenti orchestrali e strumenti acustici, dando forma a un racconto che attraversa sentimenti, fragilità e tematiche ambientali.
Una musica che sceglie la delicatezza anche quando affronta argomenti complessi, lasciando spazio alle parole senza bisogno di alzare la voce.
Per “Sotto il Palco incontra…”, Ribaltavapori ci racconta come è nata questa collaborazione, le influenze che hanno dato vita al disco, il significato di Un altro ballo e le nuove direzioni che potrebbero caratterizzare il futuro del progetto.
Acqua Distillata canta Ribaltavapori nasce dall’incontro tra due cantautori, ma con ruoli molto precisi: Antonio scrive e compone, Lucia interpreta. Com’è nato questo equilibrio e quando avete capito che le vostre due identità potevano diventare un progetto comune?
L’equilibrio è nato fin da subito. Ho scoperto la voce di Lucia tramite un amico, l’ho contattata e le ho proposto di interpretare le mie nuove canzoni. Fortuna vuole che le sono piaciute, tra di noi è nata subito una bella amicizia e tutto è stato sin dall’inizio incredibilmente naturale.

Volume Uno + Due guarda alla canzone d’autore e a sonorità che richiamano gli anni ’60, con arrangiamenti orchestrali e una scelta molto forte per gli strumenti acustici. In un presente musicale sempre più digitale, cosa vi ha spinto proprio verso questa direzione sonora?
Nei mesi precedenti la scrittura ho avuto un forte rifiuto verso la nostra società, verso il mondo e verso quindi anche la musica attuale. Così, senza nemmeno farci caso, mi sono rifugiato in ascolti prettamente sinfonici di epoche tra il 1700/1800, da lì mi è venuto spontaneo mischiare questa influenza con le parole e quindi con la canzone d’autore.
Nel disco affrontate temi come inquinamento, spreco e surriscaldamento globale, ma scegliete di farlo attraverso una musica spesso delicata e quasi sospesa. Quanto è importante per voi evitare il tono della denuncia diretta e lasciare invece che sia la musica ad accompagnare la riflessione?
Credo che in questo mondo ci sia già troppa confusione, troppe persone che urlano e troppe che ti devono sbattere in faccia il loro pensiero, spesso con arroganza, pessimismo e nervosismo.
Mi sono ritrovato anch’io a scrivere parole dure e taglienti, ma non volevo far passare il mio messaggio alzando la voce, volevo al contrario fosse notato proprio perché sussurrato e suonato con estrema dolcezza, in questo Lucia mi ha dato una grandissima mano.
Un altro ballo è nato successivamente al disco e porta dentro una dimensione più sentimentale, legata a un amore finito ma non ancora superato. Che cosa ha aggiunto questo brano al racconto di Volume Uno + Due e perché avete sentito il bisogno di inserirlo nella versione completa?
Sentivamo che questo disco non aveva ancora finito il suo “giro”, abbiamo avuto tante soddisfazioni in questo ultimo anno, tante persone si sono affezionate a noi, così volevamo contraccambiare l’affetto ricevuto con un piccolo regalo come questa versione completa del disco che contiene versioni live delle canzoni, demo e questa nuova canzone d’amore, per ricordare, se nel disco non fosse già chiaro, che nonostante tutto quel che accade di spiacevole in questo nostro pianeta, continuare ad amare qualcuno o qualcosa è fondamentale per restare umani.
Nella live session di Un altro ballo avete scelto una forma essenziale: voce e chitarra, senza sovraincisioni né altri strumenti. Dopo un album costruito anche attraverso arrangiamenti orchestrali, cosa cercavate mostrando il brano in una veste così spoglia?
Questa live session è nata in modo casuale. Volevamo solamente fare un piccolo video per il giorno d’uscita per i social, una volta concluse le riprese io Lucia e Pietro Bettini (Videomaker) ci siamo guardati e abbiamo pensato fosse troppo bello come video per relegarlo solamente ai social. Quel che si ascolta non è altro che la canzone spoglia di tutto l’arrangiamento, così com’è nata.
Siamo a Sotto il Palco, quindi chiudiamo guardando avanti: dopo il disco, le live session, Musicultura e i concerti che avete già condiviso, quale nuova strada vorreste esplorare insieme?
Abbiamo un bel po’ di idee per il futuro, ancora tutte da far germogliare piano piano, senza alcuna fretta.
Siamo sempre più affascinati dalla musica popolare, dai cori e dal miscuglio di tutto questo, chissà cosa ne verrà fuori.
Tra arrangiamenti orchestrali, parole sussurrate e nuove suggestioni legate alla musica popolare, Acqua Distillata canta Ribaltavapori continua a cercare la propria strada senza inseguire la fretta.
Un percorso in cui la delicatezza non è una rinuncia a raccontare ciò che accade nel mondo, ma un modo diverso di far arrivare il proprio messaggio.

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