
Con ninnananna, SKEYE aggiunge un nuovo tassello a un percorso musicale che continua a muoversi tra sonorità diverse, senza la necessità di scegliere una sola direzione. Il singolo, prodotto da Marco Zangirolami, parte da qualcosa di molto personale: il rapporto con l’ansia e con quella sensazione capace di insinuarsi quasi senza farsi riconoscere.
Ma ninnananna è anche un punto da cui allargare lo sguardo. Dentro la musica di SKEYE convivono elettronica, momenti più intimi, influenze internazionali e soprattutto il desiderio di sperimentare senza sentirsi definita da un unico genere.
Sotto il Palco ha incontrato SKEYE per parlare del nuovo brano, del lavoro con Marco Zangirolami, del trasferimento da Castelforte a Milano, della ricerca di una propria identità artistica e di quello che sta iniziando a prendere forma per il futuro.
“ninnananna” rappresenta un nuovo passo nel tuo percorso artistico. Partiamo proprio da qui: com’è nata questa canzone e che cosa racconta di te in questo momento?

“ninnananna” nasce da qualcosa che ho vissuto personalmente. Non volevo parlare d’amore, ma di quanto l’ansia possa nascondersi e impossessarsi di te senza che tu te ne accorga. Ho cercato di trasformare quella sensazione in una specie di dialogo, come se stessi parlando direttamente con lei.
Anche per “ninnananna” hai lavorato con Marco Zangirolami, che aveva già prodotto POLAROID e NON CI CREDO +. Come si è evoluta la vostra collaborazione e quanto è importante avere accanto qualcuno che conosca già il tuo mondo musicale?
Con Marco ormai c’è molta intesa. Quando gli porto un brano riesco a spiegargli anche solo l’idea generale e lui capisce subito dove voglio andare. La cosa bella è che non si limita a seguire quello che gli propongo, ma riesce ad aggiungere elementi che magari io non avevo ancora immaginato.
Nel tuo progetto convivono pop elettronico e sfumature indie-folk, soprattutto nei momenti più intimi. Come trovi l’equilibrio tra questi due lati e quanto conta per te sperimentare senza sentirti legata a un solo genere?
Non penso troppo al genere quando scrivo. Parto dall’emozione o dalla storia che voglio raccontare e poi cerco il suono che sento più adatto. Mi piace poter passare da una produzione più elettronica a qualcosa di più essenziale, perché non vorrei che le mie canzoni suonassero tutte nello stesso modo.
Sei partita da Castelforte e ti sei trasferita a Milano per coltivare il tuo percorso artistico, studiando anche al CPM Music Institute. Quanto ti ha cambiata questo passaggio, non solo come artista ma anche nel modo in cui vivi e scrivi la musica?
Tantissimo, soprattutto perché sono passata da una realtà molto piccola a una città dove succede continuamente qualcosa. A Milano ho incontrato persone e situazioni che mi hanno fatto vedere la musica da prospettive diverse. Anche lo studio al CPM mi ha aiutata a prendere più consapevolezza di quello che faccio e di come voglio farlo.
Tra i tuoi riferimenti ci sono artisti molto diversi come Bon Iver, Harry Styles e i Queen, accomunati però da una forte libertà espressiva. Che cosa cerchi di portare di quella libertà dentro l’identità di SKEYE, mantenendo una voce che sia soltanto tua?
Mi piace il fatto che non si siano mai fatti definire completamente da un solo stile. È una cosa che sento molto anche per me: voglio poter cambiare, sperimentare e magari sorprendere senza dovermi giustificare perché una canzone è diversa da quella precedente. Alla fine penso che la mia voce debba essere il punto che tiene tutto insieme.
Siamo a Sotto il Palco, quindi chiudiamo guardando avanti: dopo ninnananna, quale sarà il prossimo passo di SKEYE? Questo singolo ci sta accompagnando verso nuova musica, un progetto più ampio o magari anche nuovi live?
Ci sono già altri brani pronti e sto lavorando a quello che verrà dopo. Sto cercando di costruire qualcosa che non sia solo legato alle uscite dei singoli, ma che abbia una visione più ampia, anche dal punto di vista visivo. E sicuramente voglio dare sempre più spazio ai live, perché è una parte che voglio vivere molto di più.
SKEYE continua a costruire il suo percorso senza sentirsi legata a un solo genere. Tra sperimentazione, voglia di cambiare e ricerca di una voce sempre più personale, ninnananna diventa un altro passo di questo cammino.
Il futuro, intanto, è già in movimento: ci sono nuovi brani pronti, un progetto che vuole andare oltre i singoli e sempre più spazio per i live.
“ninnananna” è ora disponibile sulle piattaforme digitali.

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