Roma, 24 ottobre 2026 – La prima delle sette serate di “Che notte è questa! la partenza” riporta Claudio Baglioni nel luogo dello storico Alé-Oó del 1982. Quaranta canzoni, una scenografia suggestiva e un emozionante incontro musicale con il figlio Giovanni.

24 ottobre 1982. 24 ottobre 2026. Due date, lo stesso luogo e quarantaquattro anni di storia a separarle.
È questa una delle prime immagini che accolgono il pubblico a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese, a Roma. Sul grande schermo compaiono le parole Che notte è questa!, accompagnate dalle due date che uniscono idealmente passato e presente.
È da qui che prende vita il viaggio musicale di Claudio Baglioni, tornato proprio nel luogo che, nel 1982, ospitò lo storico concerto Alé-Oó.
Quarantaquattro anni dopo, Piazza di Siena torna a essere il palcoscenico di una storia fatta di musica, ricordi ed emozioni. Un ritorno dal forte valore simbolico, che inaugura sette serate speciali e ripercorre, attraverso quaranta canzoni, quasi sessant’anni di carriera.
Un prologo tra memoria e musica
Prima che Baglioni prenda il centro della scena, il passato torna a vivere attraverso un prologo dedicato a quella notte del 1982.
Subito dopo, a dare il via alla musica è Giovanni Baglioni, figlio del cantautore, che si esibisce in due brani strumentali alla chitarra, mettendo in mostra tutta la sua abilità e sensibilità musicale.
Un’apertura che intreccia memoria, famiglia e musica, preparando il pubblico a una serata in cui il tempo sembra diventare il vero filo conduttore dello spettacolo.
Quaranta canzoni per raccontare una vita
Per oltre due ore e mezza Piazza di Siena si lascia accompagnare in un viaggio attraverso quasi sessant’anni di musica.
Quaranta canzoni, tra grandi classici e brani più recenti, raccontano le diverse tappe della carriera di Claudio Baglioni, attraversando generazioni e ricordi.
A colpire, però, è soprattutto la sua voce.
Baglioni affronta la prima delle sette serate con una prova vocale intensa e convincente, sostenendo un repertorio impegnativo e mantenendo viva la capacità di coinvolgere il pubblico.
È proprio nell’interpretazione che emerge la forza di un artista che, dopo tanti anni, riesce ancora a dare alle proprie canzoni una dimensione emotiva particolare.
Non è soltanto un concerto costruito attorno ai grandi successi, ma un percorso musicale che permette di ritrovare brani appartenenti a epoche diverse, senza perdere il filo di una storia lunga quasi sessant’anni.
Piazza di Siena diventa un teatro a cielo aperto
A rendere ancora più suggestiva la serata contribuisce una scenografia curata nei dettagli.
Il palco si sviluppa in larghezza, ospitando i musicisti che accompagnano Baglioni durante lo spettacolo. Ai lati, due grandi schermi permettono al pubblico di seguire da vicino le espressioni e i movimenti del cantautore.
Al centro, immagini, scritte, illustrazioni e giochi di luce si alternano, creando atmosfere differenti a seconda dei brani.
Particolarmente suggestive le sequenze visive che richiamano Roma e le immagini dal tratto illustrato, capaci di trasformare il palco in una sorta di racconto per immagini.
Le luci passano dalle tonalità più fredde a quelle calde, accompagnando i cambiamenti di atmosfera senza togliere spazio alla musica.
Anche osservato dalle file più lontane, lo spettacolo mantiene una forte presenza scenica, grazie a un impianto visivo che valorizza l’intera Piazza di Siena.
Claudio e Giovanni Baglioni: quando la musica diventa famiglia
Tra i momenti più emozionanti della serata c’è Con tutto l’amore che posso.
Claudio Baglioni canta, mentre il figlio Giovanni lo accompagna alla chitarra.
Dopo aver aperto lo spettacolo con due esibizioni strumentali, Giovanni torna così a condividere il palco con il padre, regalando al pubblico uno dei passaggi più intensi del concerto.
È un momento che colpisce per la sua semplicità: una voce, una chitarra e una canzone che assumono un significato ancora più speciale.
Al di là della musica, è il legame tra padre e figlio a rendere questa esibizione particolarmente emozionante.
Un incontro tra due generazioni che racchiude perfettamente il senso di una serata costruita attorno al tempo, alla memoria e agli affetti.
Quarantaquattro anni dopo, la storia continua
Che notte è questa! la partenza non è soltanto un omaggio al passato, ma anche un nuovo capitolo del percorso artistico di Claudio Baglioni.
Il ritorno a Piazza di Siena, proprio il 24 ottobre, assume un significato particolare: quello di ritrovare un luogo simbolico e riempirlo nuovamente di musica.
Dopo due ore e mezza di musica arriva il momento dei saluti. Baglioni si congeda dal pubblico mentre una canzone accompagna in sottofondo gli ultimi istanti dello spettacolo.
Un finale che lascia spazio alle emozioni e ai ricordi, dopo una serata capace di attraversare quasi sessant’anni di carriera.
E mentre le luci si spengono, rimane il significato di quelle due date apparse all’inizio sul grande schermo.
24 ottobre 1982. 24 ottobre 2026.
Quarantaquattro anni dopo Alé-Oó, Piazza di Siena torna a essere il luogo in cui passato e presente si incontrano attraverso la musica.
Perché alcune storie non finiscono: continuano a essere raccontate, una canzone dopo l’altra.
Noi vi lasciamo con alcuni scatti della serata. 📸 Fatene buon uso.

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