Con “G – Last Call” Giorgia torna nella sua città per una delle ultime tappe del tour: oltre trent’anni di musica, un pubblico di generazioni diverse e l’anteprima del nuovo singolo “Parafulmini”.

Roma, 24 settembre 2026. Ci sono concerti nei quali basta l’attacco di una canzone perché migliaia di persone inizino a cantare. Con Giorgia, al Palazzo dello Sport, succede praticamente dall’inizio alla fine.
La tappa romana di “G – Last Call” arriva nella fase conclusiva di un percorso live durato quasi due anni e riporta Giorgia nella sua città per uno degli ultimi appuntamenti della tournée, prima dell’Arena di Verona del 28 settembre e della chiusura all’Unipol Dome di Milano il 3 ottobre.
Sul palco c’è l’impianto scenico che ha accompagnato questo capitolo live: una produzione ormai riconoscibile, costruita attraverso grandi visual, luci e cambi di atmosfera. Ma se lo spettacolo mantiene la propria identità visiva, è nella musica che questa ultima chiamata continua a trovare nuova linfa.
E poi, naturalmente, c’è lei.
Una voce che non ha bisogno di presentazioni
Parlare della voce di Giorgia rischia quasi di sembrare scontato. Eppure dal vivo continua a essere impossibile non partire proprio da lì.
Potenza, controllo e una naturalezza che permette di passare dai momenti più delicati a quelli vocalmente più impegnativi senza perdere intensità.
La scaletta di G – Last Call attraversa oltre trent’anni di carriera, alternando il presente a canzoni che ormai appartengono alla storia della musica italiana. Il repertorio del tour comprende brani come Gocce di memoria, Come saprei, E poi, Di sole e d’azzurro, Strano il mio destino, Infinite volte, Come neve, Credo e i successi più recenti.
E Roma li conosce.
Li conosce talmente bene che, in diversi momenti, il Palazzo dello Sport si trasforma in un enorme karaoke collettivo.
Bastano poche note di Come saprei o di uno dei grandi classici perché la voce del pubblico si unisca a quella proveniente dal palco. Canzoni nate in periodi differenti finiscono così per convivere nello stesso concerto senza che si percepisca realmente la distanza degli anni.
Da “Diamanti” a “La cura per me”
Tra i momenti più belli della serata c’è “Diamanti”, che dal vivo acquista una forza particolare e lascia ancora una volta spazio all’interpretazione di Giorgia.
Ma il concerto continua a muoversi tra epoche differenti: Come neve, Credo, Infinite volte, Strano il mio destino e poi naturalmente “La cura per me”, uno dei brani che hanno segnato il suo capitolo artistico più recente.
È proprio questo continuo dialogo tra passato e presente a diventare uno dei punti di forza dello spettacolo.
Non c’è una Giorgia “di ieri” contrapposta a quella di oggi. C’è un repertorio che continua ad allargarsi e che riesce a far convivere brani ascoltati per la prima volta trent’anni fa con canzoni entrate soltanto recentemente nella sua storia.
“Parafulmini”, Giorgia guarda già avanti
Roma regala anche una novità.
Durante il concerto Giorgia presenta infatti “Parafulmini”, il nuovo singolo che farà parte di “G+1”, la nuova versione dell’album G in uscita il 16 ottobre 2026, arricchita da inediti e versioni live.
Un primo assaggio del prossimo capitolo discografico proprio mentre quello dal vivo si avvicina alla sua conclusione.
Parafulmini entra così nella serata romana quasi come un ponte: mentre G – Last Call saluta progressivamente il pubblico, Giorgia mostra già quello che verrà dopo.
E il nuovo brano convince fin dal primo ascolto.
Cartelloni, CD e quel rapporto con i fan
Ma c’è un’altra Giorgia che emerge durante la serata.
È quella che si ferma a guardare chi ha davanti.
Legge i cartelloni che le vengono mostrati dal pubblico, risponde, scherza e si concede ai fan, arrivando anche a firmare alcuni CD direttamente durante il concerto.
Piccoli momenti che accorciano improvvisamente la distanza tra un palco di quelle dimensioni e le prime file.
Ed è proprio osservando il pubblico che emerge forse una delle immagini più belle della serata.
Generazioni diverse, le stesse canzoni
Tra gli spettatori ci sono ragazze giovanissime, persone cresciute con Giorgia negli anni Novanta e un pubblico adulto che la segue da decenni.
Un vero incontro generazionale.
C’è chi probabilmente l’ha scoperta con La cura per me e chi ricorda perfettamente quando Come saprei vinse il Festival di Sanremo nel 1995.
Eppure, a un certo punto, questa differenza quasi scompare.
Le ragazze più giovani cantano i classici. Chi segue Giorgia da trent’anni conosce anche le nuove canzoni. Il Palazzo dello Sport diventa un unico coro e forse è proprio qui che si misura realmente la longevità di un’artista: non soltanto negli anni trascorsi sul palco, ma nella capacità di continuare ad aggiungere pubblico senza perdere quello che c’era già.
Fino a “Golpe”
Dopo oltre due ore di musica, il viaggio arriva alla sua conclusione con “Golpe”.
Una scelta che porta il concerto a chiudersi guardando al presente, dopo aver attraversato oltre trent’anni di canzoni.
E forse G – Last Call trova proprio qui il suo significato.
Non è soltanto una celebrazione dei grandi successi e non è neppure semplicemente il tour di un nuovo progetto. È l’incontro tra tutte le Giorgia che il pubblico ha conosciuto nel corso degli anni.
Quella di Come saprei e Gocce di memoria.
Quella di Diamanti e Come neve.
Quella di La cura per me e Golpe.
E adesso anche quella di Parafulmini.
Il 16 ottobre arriverà “G+1” e inizierà un altro capitolo.
Ma al Palazzo dello Sport, per una sera, passato e presente hanno cantato insieme.
E Roma, dall’inizio alla fine, ha cantato con lei.
Noi vi lasciamo con alcuni scatti della serata… 📸 Fatene buon uso.

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