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Dietro il palco – Chi controlla gli ascolti della musica? Il problema delle frodi nello streaming

Quando ascoltiamo una canzone su una piattaforma, vediamo un numero crescere. Migliaia, magari milioni di riproduzioni. È facile pensare che quel numero racconti semplicemente quante volte il brano è stato ascoltato. Ma come si fa a sapere se tutti quegli ascolti sono autentici?

È una domanda che ci porta dietro le quinte della musica digitale, dove insieme alle canzoni viaggiano dati, diritti e ricavi. Le frodi nello streaming consistono nella manipolazione dei servizi musicali per generare entrate attraverso riproduzioni non autentiche. Non si tratta, quindi, soltanto di far apparire più grande un numero: secondo FIMI, queste pratiche possono sottrarre entrate a chi crea, produce e distribuisce musica e ridurre la fiducia nel sistema.

Per affrontare il problema, IFPI, la Federazione internazionale dell’industria fonografica, ha annunciato la Streaming Integrity Initiative, sostenuta anche da FIMI e da numerose realtà della distribuzione musicale. L’iniziativa propone una serie di impegni comuni per prevenire le frodi, riconoscerle e intervenire quando vengono individuate.

Ma perché si parla soprattutto di distributori? Perché sono tra i soggetti che permettono alla musica di arrivare sulle piattaforme. Il loro lavoro, perciò, può iniziare ancora prima che un brano venga pubblicato: verificando l’identità di chi lo carica e la titolarità dei diritti. I controlli riguardano anche i contenuti e le possibili attività fraudolente.

Se emerge un sospetto, l’impegno è indagare e agire, anche nei confronti di chi commette violazioni ripetute. La collaborazione tra servizi può inoltre aiutare a evitare che gli stessi soggetti si spostino da una piattaforma all’altra. È un lavoro che deve aggiornarsi nel tempo, perché anche i modi di manipolare gli ascolti possono cambiare.

Il 30 settembre alle 11:00, durante la Milano Digital Week, FIMI tornerà sull’argomento con il panel online Fake plays, real damage: the fight against music streaming fraud. Melissa Morgia di IFPI ed Enzo Mazza, CEO di FIMI, analizzeranno il fenomeno e le azioni intraprese dal settore. L’incontro sarà trasmesso sul canale LinkedIn della Federazione.

La prossima volta che vedremo crescere gli ascolti di una canzone, forse penseremo anche a questo: dietro quel numero c’è un sistema che deve saper distinguere l’interesse reale del pubblico da una riproduzione manipolata. Perché i numeri della musica hanno valore quando possono raccontare ascolti veri.

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