ROMA – 30 giugno 2026. Dopo le tre storiche serate allo Stadio Luigi Ferraris di Genova, Olly arriva all’Ippodromo delle Capannelle per il penultimo appuntamento de “Il Gran Finale”, il tour che sta chiudendo uno dei capitoli più importanti della sua carriera. Prima dell’ultimo concerto, in programma il 3 luglio alla Reggia di Caserta – Piazza Carlo di Borbone, il cantautore genovese conquista anche il pubblico del Rock in Roma, regalando oltre due ore di musica, emozioni e condivisione.

L’attesa è quella delle grandi occasioni. Migliaia di persone riempiono l’Ippodromo delle Capannelle con largo anticipo, consapevoli di assistere a uno degli ultimi concerti di un tour che ha segnato la definitiva consacrazione di Olly. L’atmosfera cresce minuto dopo minuto e, come ormai accade in ogni data de “Il Gran Finale”, quando dagli altoparlanti iniziano a risuonare “Maledetta Primavera” e “Vita Spericolata”, il pubblico capisce che il momento è arrivato.
È diventato un vero e proprio rito. Tutti cantano, applaudono e si preparano all’ingresso dell’artista.
Alle 21:45 le luci si abbassano e Olly sale sul palco accolto da un boato che dà ufficialmente il via alla festa.
Roma risponde presente
Il colpo d’occhio offerto dall’Ippodromo delle Capannelle è impressionante.
Olly osserva il pubblico e non nasconde il proprio stupore. Tra una canzone e l’altra scherza con i fan, raccontando che durante le prove continuava a chiedersi se ci sarebbero state davvero tutte quelle persone.
Poi guarda l’immensa platea davanti a sé e, sorridendo, paragona l’atmosfera a Woodstock, colpito dall’enorme partecipazione del pubblico romano.
Parole che raccontano perfettamente il clima della serata. Roma risponde presente dall’inizio alla fine, trasformando il Rock in Roma in un enorme coro collettivo.
Ogni brano viene accompagnato da migliaia di voci, applausi e cori che rendono evidente il legame ormai fortissimo tra Olly e il suo pubblico.
Uno spettacolo che continua a crescere
Se la scaletta resta quella già proposta nelle tre date del Ferraris, a colpire sono i continui dettagli che rendono ogni concerto diverso dal precedente.
Molti brani presentano arrangiamenti rinnovati, più ricchi e ancora più coinvolgenti dal vivo.
Le sonorità acquistano nuove sfumature, alternando momenti più delicati a esplosioni di energia rock che valorizzano ancora di più il repertorio di Olly.
È evidente come lo spettacolo continui a crescere tappa dopo tappa, dimostrando una ricerca musicale costante che rende ogni data unica.
Anche il palco contribuisce a rendere l’esperienza ancora più immersiva. Le luci accompagnano ogni passaggio dello show, mentre i grandi schermi permettono anche agli spettatori più lontani di vivere ogni emozione e ogni dettaglio dell’esibizione.
Una band che è una famiglia
Accanto a Olly c’è una band che ormai rappresenta molto più di un semplice gruppo di musicisti.
Juli, che oltre ad accompagnarlo sul palco cura anche la direzione musicale dello show, continua a essere il punto di riferimento di un progetto nato tanti anni fa e cresciuto insieme al cantautore.
Con lui salgono sul palco Pierfrancesco Pasini, Rufio, Nazza, Dalila Murano, Gas Gas, Stefan Stancic e Roberta Gea Gentile.
Non sono semplici musicisti al servizio dell’artista.
Sono parte integrante dello spettacolo.
La sintonia tra tutti è evidente e si percepisce in ogni momento del concerto. Ogni ingresso, ogni assolo, ogni arrangiamento racconta il percorso condiviso da questo gruppo di amici che, concerto dopo concerto, ha costruito un’identità musicale sempre più definita.
Anche per questo motivo lo show risulta così autentico.
La crescita di Olly passa inevitabilmente attraverso quella della sua band, oggi uno dei punti di forza dell’intero progetto live.
Le torce illuminano “Scarabocchi”
Tra i momenti più emozionanti della serata c’è ancora una volta “Scarabocchi”.
Migliaia di torce si accendono contemporaneamente illuminando l’Ippodromo delle Capannelle.
Per qualche minuto il tempo sembra fermarsi.
Olly osserva quel mare di luci davanti a sé mentre il pubblico canta ogni parola.
Un’immagine che colpisce profondamente e che racconta meglio di qualsiasi discorso il rapporto costruito negli ultimi anni con i suoi fan.
È uno di quei momenti che resteranno impressi nella memoria di chi era presente.
Le emozioni di un percorso condiviso
Durante tutto il concerto Olly alterna momenti di grande energia a passaggi più intimi.
Brani come Cantilene, scritto insieme a Juli, raccontano non solo un percorso musicale ma anche un’amicizia che continua a crescere nel tempo.
Una collaborazione che dura ormai da anni e che rappresenta uno dei pilastri dell’identità artistica del cantautore genovese.
Poi arrivano Balorda Nostalgia, Scarabocchi, Buon Trasloco, Devastante e tutti quei brani che hanno accompagnato la crescita di Olly dagli esordi fino al successo degli ultimi anni.
Ogni canzone viene accolta da un pubblico che conosce ogni parola e la restituisce all’artista con un entusiasmo contagioso.
È proprio questo continuo scambio di emozioni a rendere ogni concerto diverso dall’altro.
Verso l’ultimo capitolo
Con il concerto del Rock in Roma si chiude il penultimo appuntamento de “Il Gran Finale”.
L’ultimo capitolo è in programma il 3 luglio 2026 alla Reggia di Caserta – Piazza Carlo di Borbone, dove Olly saluterà ufficialmente il tour che lo ha accompagnato in un anno straordinario, tra palazzetti, grandi spazi estivi e le tre storiche serate allo Stadio Luigi Ferraris di Genova.
Ma il viaggio è tutt’altro che finito.
Proprio durante le date del Ferraris, Olly ha annunciato il suo primo tour negli stadi, in programma nell’estate 2027, un nuovo traguardo che lo porterà a esibirsi nei principali stadi italiani e che rappresenta l’ennesima conferma di una crescita artistica costante.
Il concerto del Rock in Roma racconta esattamente questo: non soltanto un artista che riempie sempre più spazi, ma un percorso costruito con dedizione, una band sempre più affiatata e un pubblico che continua a crescere insieme a lui.
Noi vi lasciamo con alcuni scatti di questa splendida serata.
📸 Fatetene buon uso.

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